03 Luglio 2018

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A Sant'Apollinare in provincia di Frosinone

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Sant'Apollinare (Santapunaro o Santapunare in dialetto locale) è un comune italiano di 1.883 abitanti con un bacino di utenza Asl è di 494.325 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

L'Azienda USL di Frosinone, che ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 comma 1-bis del D. Lgs. n. 229/99 ha personalità giuridica pubblica ed autonomia imprenditoriale, è stata costituita con deliberazione della Giunta Regionale n. 5163 del 30 giugno 1994. La sede legale dell’Azienda USL di Frosinone è fissata a Frosinone con indirizzo in via Armando Fabi s.n.c., tel. 0775-8821 (Centralino ASL Frosinone).

L’Azienda ha Codice Fiscale/Partita IVA n° 01886690609

Il patrimonio dell’Azienda USL di Frosinone è costituito da tutti i beni mobili ed immobili ad essa appartenenti come risultanti dal libro cespiti. L’Azienda dispone del proprio patrimonio secondo il regime della proprietà privata, fermo restando le disposizioni di cui all’art.830, 2° comma, del codice civile.

Il territorio dell’Azienda U.S.L. di Frosinone comprende tutto l’ambito provinciale con 91 comuni.

La superficie totale è di 3241,88 kmq ed il bacino di utenza è di 494.325 abitanti (dato I.S.T.A.T.).

L’Azienda è suddivisa in quattro Distretti Sanitari e quattro Poli Ospedalieri: DISTRETTI:
Distretto A (86.263 ab.), Distretto B (181.476 ab.), Distretto C (107.109 ab.),Distretto D (119.477 ab.);
essi comprendono, sotto il profilo censuario, i Comuni come sottoindicati nella carta topografica;Distretto Sanitario “A”:Alatri – Anagni

Acuto, Alatri, Anagni, Collepardo, Filettino, Fiuggi, Guarcino, Paliano, Piglio, Serrone, Sgurgola, Torre Cajetani, Trevi nel Lazio, Trivigliano, Vico nel Lazio

Distretto Sanitario “B” Frosinone Amaseno, Arnara, Boville Ernica, Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Falvaterra, Ferentino, Frosinone, Fumone, Giuliano di Roma, Morolo, Pastena, Patrica, Pofi, Ripi, San Giovanni Incarico, Stangolagalli, Supino, Torrice, Vallecorsa, Veroli, Villa Santo Stefan

Distretto Sanitario “C” Sora Alvito, Arce, Arpino, Atina, Belmonte Castello, Broccostella, Campoli Appennino, Casalattico, Casalvieri, Castelliri, Colfelice, Fontana Liri, Fontechiari, Gallinaro, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pescosolido, Picinisco, Posta Fibreno, Rocca D’Arce, San Biagio Saracinisco, San Donato V.C., Santopadre, Settefrati, Sora, Vicalvi, Villa Latina;

Distretto Sanitario “D” Cassino-Pontecorvo Acquafondata, Aquino, Ausonia, Cassino, Castelnuovo Parano, Castrocielo, Cervaro, Colle San Magno, Coreno Ausonio, Esperia, Pico, Pidimonte San Germano, Pignataro Interanma, Pontecorvo, Roccasecca, San Giorgio a Liri, San Vittore del Lazio, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Andrea del Garigliano, Sant’Apollinare, Sant’Elia Fiumerapido, Terelle, Vallemaio, Vallerotonda, Villa Santa Lucia, Viticuso

POLI OSPEDALIERI: Le strutture ospedaliere dell’azienda sono accorpate in quattro Poli Ospedalieri:

Polo A: Alatri - Anagni, Loc. Chiappitto, tel. 0775-8821 (Centralino ASL Frosinone);

Poli B: Frosinone - Ceccano, Viale Mazzini, tel. 0775-8821 (Centralino ASL Frosinone);

Polo C: Sora, Via San Marciano, tel. 0775-8821 (Centralino ASL Frosinone);

Polo D: Cassino - Pontecorvo, Via Di Biasio, tel. 0775-8821 (Centralino ASL Frosinone).

I quattro Poli Ospedalieri corrispondono geograficamente ai quattro Distretti sanitari e comprendenti, ognuno, le strutture ospedaliere esistenti nel corrispondente Distretto.

Cenni storici Sant'Apollinare

Le origini di Sant'Apollinare risalgono al periodo intorno al 797 (come testimoniato dai documenti cassinesi), quando divenne abate di Montecassino Gisolfo (796-817), il quale, oltre all'efficace opera di valorizzazione del territorio circostante il monastero, fece costruire su di un colle denominato Albianus (il termine deriva dal colore delle greggi che vi pascolavano) una cella dedicata al santo ravennate Apollinare (vescovo e martire) e vi fece impiantare stabilmente alcuni monaci benedettini. Per cella dobbiamo intendere nell'antico significato, un piccolo convento con la cappella, l'abitazione dei monaci e il ripostiglio degli arnesi. L'origine del nome del paese, Sant'Apollinare risale al 797, ma il centro abitato ha origini ben più antiche, infatti gli abitanti venivano chiamati anche "ponaresi" dal nome del colle chiamato "colle ponaro". Quindi il centro abitato ha origini forse più antiche di quelle di Cassino e la popolazione di all'ora non era osca, cioè di origine degli abitanti osci che predominavo i territori vicini. Negli ultimi anni sono state ritrovate anche testimonianze risalenti all'età del ferro come il vicino paese San Giorgio, grazie a questi ritrovamenti si è potuto capire che la popolazione di questo paese ha origini antichissimi,un altro ritrovamento è sta quello du una tomba romana, risalente ad un'epoca prima di Cristo, infatti è stato ritrovato sepolto con riti pagani.

Successore di Gisolfo fu l'abate Apollinare che evidenziò particolare attenzione per la cella, che divenne al tempo stesso anche una “curtis” (minuscolo centro amministrativo dei beni ricavati dalla terra).

Con il nuovo sistema economico "curtense", in ogni cella si concretizzava la regola benedettina dell'Ora et labora.

Nasce così il primo nucleo di Sant'Apollinare costituito dalla chiesa, da locali per i monaci e da depositi per i beni prodotti dai coloni. Esso era situato nelle strette vicinanze dell'attuale centro. Pochi anni dopo (839), l'insediamento subisce devastazioni da parte di saraceni e ungari tali da dover essere riedificato. Si raduna quindi attorno al sito parte della sparsa popolazione della valle, che si adopera per fortificare l'abitato.

Viene eretto quindi il castello che dall'alto del suo poggio domina la pianura dove il Liri diviene Garigliano (ad oggi del castello non rimangono che pochi resti).

Il territorio è stato sempre legato alla Terra di San Benedetto, ma come terra di confine, quindi subendo le mire di espansione dei signori Aquinati e Gaetani. Pertanto Sant'Apollinare subisce nei secoli diverse occupazioni e distruzioni: si ricorda l'occupazione nel 1421 da parte delle truppe di Braccio da Montone, nel 1487 da parte delle truppe del regno di Napoli. Il 9 dicembre 1647 ai tempi di Masaniello Sant'Apollinare è saccheggiato da Domenico Calesse di Sora. Il 14 dopo aver ordinato alla popolazione di Sant'Apollinare di armarsi li guidò in località San Martino nella Contrada Giunture. Qui si pose in difesa di quel luogo (posto tra il Gari ed il Liri) per contrastare l'avanzata del Duca di Sora. Quest'ultimo in inferiorità numerica decise di non ingaggiare lo scontro.

Nel 1799 il territorio subì il saccheggio delle truppe francesi napoleoniche. Con la fine del regime feudale nel 1806 (Eversione Feudale) finì la dipendenza dai monaci Cassinesi. Agli inizi dell'Ottocento al comune di Sant'Apollinare venne annesso il vicino comune di Sant'Ambrogio sul Garigliano; con l'Unità d'Italia, il territorio ambrosiano riacquistò l'autonomia.

Nel corso del XIX secolo si sono rinvenute diverse iscrizioni di epoca romana, forse provenienti dall'antica città di Interamna Lirenas, oggi andate perdute. Malgrado le buone potenzialità nel settore agricolo, alla fine di tale secolo ha inizio il flusso migratorio che spopolerà gradualmente il territorio fino agli anni settanta del novecento.

Il 13 gennaio del 1915 il disastroso terremoto di Avezzano arrecò notevoli danni all'abitato.

Durante la seconda guerra mondiale il paese venne a collocarsi lungo la Linea Gustav. Dopo il Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943 i tedeschi, divenuti nemici, occuparono il territorio. Diversi furono gli avvenimenti tragici legati al conflitto, tra questi si ricorda quello avvenuto il 5 marzo 1944, quando gli Alleati bombardarono, con proiettili perforanti, i rifugi siti in località Pasticcella. All'interno vi era la popolazione civile, le vittime furono 33 di cui 13 bambini. La tragedia avrebbe potuto contare un numero superiore di vittime, ma grazie a Tito Di Cicco (Sant'Apollinare 1921- Providence R.I. (U.S.A. 1992), numerose altre persone (e molti bambini), rimaste seppellite dalla terra, furono tratte in salvo.

La liberazione di Sant'Apollinare avvenne il 13 maggio 1944 nell'ambito dell'operazione Diadem (l'assalto decisivo che doveva portare gli Alleati a Roma dopo aver superato tra le altre la linea Gustav). Le operazioni sul territorio furono affidate alla I Divisione Motorizzata del Corpo di Spedizione Francese.

Gli eventi bellici causarono la distruzione del 95% dell'abitato (dall'8 settembre del 1943 al maggio 1944) e la morte di 140 civili (tra i quali molti bambini e anziani, vittime dei bombardamenti Alleati).

Nel 1959 un'alluvione interessò il territorio di Sant'Apollinare. Molti furono i danni alle cose e il tutto poteva trasformarsi in tragedia, infatti, la corrente della piena stava per travolgere un'intera famiglia. La stessa aveva trovato scampo sul tetto della propria abitazione, ma rischiava di essere comunque raggiunta dalle acque che continuavano ad alzarsi di livello. Il Comandante della locale Stazione dei Carabinieri, Maresciallo Verde, coadiuvato da due volontari, venuto a conoscenza del fatto e utilizzando una barca (prelevata nel territorio del comune di Sant'Andrea del Garigliano), con coraggio trasse in salvo l'intera famiglia.

Il 23 novembre 1980 il territorio venne colpito dal terremoto dell'Irpinia che provocò danni materiali e tanta paura tra gli abitanti.

Nel 1984 (7 e 11 maggio) un altro evento sismico con epicentro tra i comuni di San Donato Val di Comino e Settefrati in Valle di Comino, alle pendici dei Monti della Meta, arrecò considerevoli danni all'abitato.

Il nucleo abitato è stato in maggior parte rinnovato nel corso degli anni a causa degli eventi sismici.



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