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Le analisi del sangue: Gli enzimi cardiaci
09 Giugno 2011
sono quelle sostanze di natura proteica
Gli enzimi cardiaci sono quelle sostanze di natura proteica che in condizioni normali non sono reperibili nel sangue, se non in minime quantità ma risultano specificatamente presenti all’interno delle cellule del cuore.
Se il cuore subisce un danno, le cellule lesionate o morte finiscono per rilasciare il loro contenuto nel sangue, tra cui anche gli enzimi. Quindi il riscontro di tali sostanze nel circolo sanguigno è il chiaro segno di una lesione subita dal cuore. Il dosaggio degli enzimi cardiaci costituisce, quindi, uno dei primi importanti esami che s’effettuano quando vi è il sospetto che il paziente mostri un infarto miocardico acuto in corso.
Va da sé che la risposta del test andrà sempre inscritta nel contesto del quadro clinico generale. Negli ultimi anni l’andamento dei livelli nel sangue di questi composti è diventato un marker, una spia concreta per stabilire la presenza o meno di un danno cardiaco.
Gli enzimi più comuni testati sono tre:
La creatinfosfokinasi (Ck o CPK) La lattico deidrogenasi (CPK-MB) La troponina T
La creatinfosfokinasi (CPK) La CPK è un enzima che si trova normalmente nella muscolatura striata (muscoli del cuore) e nel cuore. Nel primo caso si parla di isoenzima MM; nel secondo caso, la frazione cardiaca, si parla di MB.
Latticoidrogenasi (LDH) Questo enzima è importante per il metabolismo cellulare, ed è presente in molti tessuti e liquidi corporei. Un aumento di questo enzima si riscontra in presenza di necrosi dei tessuti (quindi: traumi muscolari, epatiti acute severe, infarto del miocardio, polmonare e renale), dermatomiositi e distrofie muscolari, nelle anemie emolitiche e in certe neoplasie.
I valori normali sono: v.n: 96-460 U.I/L
La troponina T La troponina è una proteina muscolare coinvolta nel processo di contrazione. E’ assente nel sangue ed è specifica del cuore. Il dosaggio della troponina T si è rivelato pertanto un indicatore altamente sensibile nel diagnosticare una lesione del miocardio, potendo rilevare con estrema accuratezza anche modeste quantità di necrosi. Questo enzima comincia ad innalzarsi nel sangue poche ore dopo il primo attacco cardiaco e persiste per svariati giorni successivamente. In tal senso, la determinazione della troponina T consente di formulare diagnosi “in ritardo”, proprio perché resta in circolo anche una decina di giorni dopo l’esordio dei sintomi infartuali. Il journal